PROFESSIONE GRAFOLOGO - BOLLETTINO DELL'A.G.P.

Professione Grafologo - n. 4/2005

EDITORIALE

Il presente numero di “Professione Grafologo” si addentra in una pluralità di problematiche, soprattutto di tipo legislativo, sul fronte del riconoscimento della professionalità grafologica: proprio in virtù di una simile auspicata eventualità nazionale, il convegno di febbraio 2005 vuole fare il punto sullo stato di salute della grafologia italiana, sulla sua attualità e occorrenza storica e sociale, sulle sue reali potenzialità applicative, e in particolare sui suoi contenuti ideologici, scientifici e operativi e su come questi contenuti tendono a interagire con un contesto culturale che non le sono sempre favorevoli.
Bisognerà comunque prendere atto che del grafologo (o di chi per lui) ci si serve da quando la scrittura ha cominciato ad avere un peso nelle solenni attestazioni di volontà e che tale peso è esponenzialmente aumentato nel tempo (anche se qualcuno potrebbe obiettare che l’avvento dell’informatica può oggi quanto mai nuocere alla quantità di lavoro del grafologo, per un uso sempre meno massiccio della scrittura): è un fatto, ad ogni modo, che questa figura professionale – che lo si voglia o meno – ha assunto e più che mai oggi assume un carattere di necessità nei diversi spaccati della società moderna e contemporanea, soprattutto nello spaccato del mondo giudiziario, un settore applicativo della grafologia alquanto delicato che, spesso e volentieri, è preso a dir poco sottogamba, nonostante le considerevoli responsabilità civili e penali che discendono spesso da un giudizio grafologico-peritale.
Se è vero che esiste una simile e sentita necessità pubblica del sapere grafologico, è vero anche che non ci si può certo sottrarre dalla responsabilità (altrettanto pubblica) di assicurare interventi tecnici sorretti da una sicura formazione professionalizzante, di cui l’A.G.P. si fa la prioritaria voce nazionale (e locale) di garanzia. La garanzia sta anche nel fatto (indubbio) che non può esservi professionalità tecnica senza il riscontro di un funzionamento scientifico della tecnica stessa: sulla scientificità, oltre che sulle sue principali applicazioni in campo socio-professionale, il convegno avrà, per l’appunto, il compito di aprire una tavola rotonda per rifletterne i nodi più critici e le possibili augurabili soluzioni.

Roberto Travaglini


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